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Dibattiti
Pronti via: domani inizia Expo 2015
Perché in molti sono contrari all´Expo?

    


A un giorno dall´inizio dell´evento più atteso dell´anno un breve riassunto di alcune fra le polemiche emerse negli ultimi mesi: dal dibattito sui volontari ai costi esorbitanti, dalla polemica sociale e ambientale alla cattiva gestione degli appalti.

Infine ci siamo. Dopo mesi di preparativi, annunci, polemiche e aspettative, Expo 2015 sta per aprire i battenti. Domani, 1 maggio, il premier Matteo Renzi si recherà a Rho per l´inaugurazione dell´esposizione mondiale, che sarà aperta già a partire dalle 10. Questa sera, invece, si terrà in piazza Duomo il concerto inaugurale che vedrà esibirsi Andrea Bocelli, accompagnato dall´Orchestra della Scala.
 
Expo sarà, per i sei mesi della sua durata, l´evento principale nel il nostro paese: naturale, date anche la mole e il prestigio internazionale, che su di esso si siano concentrati mesi di botta e risposta fra favorevoli e contrari, che hanno letteralmente invaso i media. Quali sono le istanze su cui si basano le polemiche

Al di là della legittima opposizione ideologica e politica ad un evento come l´Expo - per la quale una parte della popolazione non si sente rappresentata dalla visione de mondo proposta dai promotori dell´evento -, i nodi principali si sono stretti attorno ai temi caldi del lavoro e dei costi. Può essere istruttivo visitare il sito noexpo2015.org, il cui slogan, non a caso, è "Debito, cemento, precarietà".

Il lavoro è quello dei volontari -  che a suo tempo scatenò una polemica e produsse, va detto, molta retorica da entrambe le parti - ma non solo: più recente è la notizia per cui 8 selezionati su 10 avrebbero rifiutato un contratto da 1300-1500 euro mensili per problemi d´orario. Un bell´articolo pubblicato su wired.it fa luce sulla realtà delle selezioni, cercando di evitare la facile retorica dei giovani fannulloni. Per chi contesta, Expo non sarà un rampolino di lancio per i giovani, ma una riprova del sistema del precariato in Italia.

I costi e i tempi dei lavori, lievitati nel corso dei mesi, hanno occupato a lungo la stampa nazionale. Su questo punto, il pensiero #noexpo è chiaro: centinaia di milioni investiti in un evento avvertito come un mezzo di guadagno per multinazionali, a dispetto dello slogan "Nutriamo il pianeta". Infine, è largamente diffusa l´opinione che negli appalti si siano verificati episodi di favoritismo o infiltrazione della criminalità organizzata.

 
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