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Dibattiti
Cosa succede agli account Facebook dei morti?

    


Il popolare social network si preoccupa della gestione dell┤ereditÓ digitale dei suoi utenti.

L´hanno chiamato Legacy Contact è un nuovo servizio offerto da Facebook subito negli Stati Uniti ma che poi sarà allargato a tutto il resto del mondo. Un servizio che prova ad affrontare di petto il tema da sempre discusso e mai risolto dell´eredità dei nostri dati digitali e nel farlo cerca di dare un senso al vuoto che si crea quando muore un iscritto al social più popolare del pianeta. Grazie a queste nuove funzioni, a breve ogni persona che abbia un suo profilo sul social di Mark Zuckerberg potrà - se vuole - decidere che cosa ne sarà della sua pagina (foto, note, articoli, post e link) in caso di morte. E potrà farlo decidendo di scegliere un gestore del sito per il tempo in cui non ci sarà più. Una persona, della famiglia o non, che si occuperà entrare nel profilo e modificarlo secondo la sensibilità del momento, rispondere alle richieste di amicizia in nome dello scomparso o eseguire le disposizioni date dal defunto titolare del profilo.

L´erede digitale, tuttavia, non si potrà loggare come la persona che è venuta a mancare, e quindi non potrà visualizzare i messaggi privati che questa ha scambiato con i suoi contatti mentre era in vita. Se il profilo viene reso commemorativo, inoltre, la scritta ´remembering´, ´in ricordo´, comparirà sopra il nome della persona. Ma non solo: l´utente potrà anche impostare un´opzione che cancella definitivamente il profilo in caso di morte. In questo caso, "una volta che ci sarà comunicato il tuo decesso, nessuno potrà più vedere il tuo profilo", spiega il social network. Per configurare il Legacy Contact basterà andare nel menu impostazioni, scegliere la sezione sicurezza e infine cliccare su Legacy Contact. Naturalmente potremo modificare le scelte fatte in qualsiasi momento.

Queste nuove funzioni cercano di risolvere un problema che si pone ogni qual volta muore un iscritto. Quando inevitabilmente si crea una empasse che ha non poche implicazioni etiche: il suo profilo resta congelato visto che nessuno può accedervi se non conosce la password. In questo caso, con la nuova funzione, (quasi) tutto si sblocca. Quasi, perché il servizio prevede alcuni paletti come quelli che non permetteranno di leggere i messaggi privati fatti sul social, né modificare o cancellare post, né tantomeno cancellare l´intero account. "Finora in caso di morte abbiamo offerto un profilo commemorativo ´basic´ che era visibile, ma non poteva essere gestito da nessuno - aggiunge Facebook -. Parlando con persone che hanno subito una perdita, abbiamo capito che possiamo fare di più per sostenere chi è in lutto e per chi vuole scegliere cosa ne sarà del suo account dopo la morte".

Insomma, siamo dinanzi a un nuovo tentativo di "testamento digitale" che, per quanto limitato al solo account di Facebook può dirci tanto. Dalla risposta degli utenti a questa funzione, per un social che ha superato il miliardo di utenti attivi nel pianeta, avremo la percezione netta di quanto la problematica dell´eredità digitale necessiti di regole condivise tra le varie piattaforme. Il primo big dell´hi-tech a predisporre una funzione analoga anche se non così articolata fu Google che nel 2013 lanciò l´"Inactive Account Manager", un servizio con il quale si può programmare il periodo di inattività oltre il quale i nostri servizi verranno terminati.


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